Incontro Massimo Veccia al Row Hotel, non molto lontano da Times Square. Al bar della hall c’è un po’ di confusione. Un suo amico passa a salutarlo. “Pensa – mi dice Massimo – oggi è diventato cittadino americano. Ed è anche il suo compleanno!” Ordiniamo da bere e brindiamo in suo onore, poi ci spostiamo in una saletta poco distante, ma decisamente più tranquilla.
Massimo è allegro, ci conosciamo da qualche mese e tra di noi c’è una discreta confidenza, l’atmosfera è rilassata e c’è curiosità reciproca per questa intervista. Prima di cominciare mi dice: “Mi raccomando, fammi belle domande”.