La bella Italia in mostra negli States per un anno

Nov 11, 2012 1258

L'America l'ha "scoperta" un italiano circa 500 anni fa; l'anno prossimo saranno gli americani a scoprire il meglio della cultura italiana. Sarà un lungo viaggio, che durerà tutto il 2013, e che porterà negli Stati Uniti il valore della nostra cultura, con il suo ineguagliabile passato e il suo inestimabile patrimonio ma anche con le sue eccellenze contemporanee. Un intreccio che, più che mai, confermerà che la cultura va insieme allo sviluppo, in un legame indissolubile e fecondo. L'«Anno della cultura italiana negli Stati Uniti» è stato presentato ieri alla Farnesina dal Ministro degli Esteri Giulio Terzi – che lo promuove e sostiene fortemente – alla presenza di istituzioni culturali e di imprese che insieme dovranno dialogare per portare avanti un nutrito programma (quasi cento iniziative, in molte città americane, non solo metropoli) e declinare al meglio la cultura del nostro Paese. «Dovremo dimostrare che l'Italia – ha detto il ministro Terzi – è all'avanguardia dell'innovazione, e la manifestazione avrà temi conduttori importanti: un futuro che viene da lontano, la valorizzazione del patrimonio, la promozione del brand Italia, le emozioni di un Paese che accende l'immaginario collettivo. Ricerca, scoperta, innovazione saranno linee guida lungo le quali ci muoveremo, con un'attenzione spiccata verso le nuove generazioni, cercando di stabilire per esempio partnership tra università italiane e americane».

Cinema, teatro, musica, arte, moda, stile di vita, gusto: l'identità della cultura italiana avrà molte facce. Si partirà a novembre con un evento alla Library of Congress di Washington per celebrare Amerigo Vespucci, a dicembre luci tricolori nella capitale americana con installazioni di artisti contemporanei, la notte prima degli Oscar (a febbraio 2013) un altro appuntamento a Los Angeles. Ma il calendario, «sebbene il palinsesto sia avviato» ha puntualizzato Terzi, è ancora in costruzione. Per questo le molte aziende italiane d'eccellenza invitate ieri alla Farnesina hanno potuto portare i loro suggerimenti. E se Paolo Zegna, a nome di Confindustria, dice che è «importante che l'operazione non sia chiusa nel 2013 ma getti basi per un futuro di collaborazione culturale e imprenditoriale», la Ferrero è già pronta a partecipare all'iniziativa con un investimento di centomila dollari. Sono intervenuti poi i rappresentanti di aziende come Autogrill, Beretta, Ferrari (vini), Zambon (chimica farmaceutica), Versace, Trevi (infrastrutture), Fincantieri e Bracco, ciascuno con proposte e interesse, mentre dalle istituzioni culturali sono venute le prime conferme. E così il bicentenario di Verdi (ma nel 2013 cadrà anche il centenario di Boccaccio, per dire) sarà onorato da una tournée americana del Teatro Regio di Parma, il Piccolo di Milano allestirà Eduardo («Le voci di dentro» con Toni Servillo), la Filarmonica della Scala sarà presente con concerti nei cinema, la liuteria cremonese "esporterà" alcuni pezzi rarissimi, Cinecittà e Rai metteranno a disposizione il grande cinema e gli archivi dell'Istituto Luce, il settore italiano dell'Unesco cercherà di favorire i contatti. Intorno ai nomi di Leonardo, Galileo e Caravaggio ruoteranno alcune grandi mostre, non dimenticando che la scienza e l'innovazione italiane sono un tesoro non meno importante dell'arte in senso stretto. La promozione dei territori sarà decisiva con eventi che metteranno in scena anche tradizioni meno note. La lingua italiana, poi, grazie al coinvolgimento degli Istituti italiani di cultura, delle università con i dipartimenti di italianistica e con i programmi di promozione scolastica (anche con le nuove tecnologie e il coinvolgimento dei social network) sarà protagonista. Le aziende interessate a condividere l'iniziativa e a valorizzare il loro brand, sono invitate a concordare ora con il ministero degli Esteri le modalità di partecipazione e i relativi servizi. Come ha concluso Terzi, infatti, «il progetto di dedicare il 2013 alla valorizzazione della cultura italiana e di ciò che evoca presso il pubblico americano costituisce un'occasione formidabile del sistema paese, sia nella componente culturale che in quella produttiva». Appunto: cultura è sviluppo.

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