L’artista toscana che porta il Rinascimento oltreoceano

Feb 01, 2020 282

BY: Liliana Rosano

E’ all’artista rinascimentale che si ispira Francesca Tosca Robicci, storica d’arte, museologa, diplomata in pittura all’Accademia delle Belle Arti di Carrara. Un bagaglio culturale, quello dell’artista toscana, che attinge a piene mani al recupero delle tecniche artigianali ed artistiche tipiche del Rinascimento italiano.

Formazione classica, esperienza come guida turistica e curatrice museale, Francesca si specializza nelle tecniche dell’affresco, del graffito, del Marmorino, vetro a piombo.  Con solide radici alla cultura classica italiana, Francesca ha tradotto in pittura i grandi classici della letteratura del Belpaese. Ne sono un esempio il suo corposo progetto “Literary Paintings”, una serie di decorazioni per interni privati, dove, ad essere rappresentate sono state le pagine dell’Inferno di Dante, La Scuola di Atene di Raffaello, i miti greci.

Ad apprezzare oltreoceano i lavori dell’artista Toscana, c’é anche l’Arte del Gelato, la prima gelateria artigianale italiana nella Grande Mela, per la quale Francesca ha recentemente realizzato, lavorando dal suo laboratorio artigianale in Italia, i loghi dipinti a mano pannelli di falso  marmo per il chiosco dell’Oculus. Per la stessa azienda, Francesca ha prodotto, in perfetto stile artigianale italiano,  diversi pannelli e pitture, portando un tocco di Made in Italy a New  York. 

“Sia all'accademia che in bottega- commenta Francesca- a ho cercato di lavorare sul concetto rinascimanetale dell'artista partendo dallo studio e la conoscenza del reale attraverso il disegno. Il disegno è inteso come strumento di lettura del dato naturale e di trasferimento o costruzione di un progetto”.

Dall’ispirazione e apprendimento delle tecniche artigianali italiane, nasce anche la scelta di Francesca di utilizzare materiali naturali: colori derivati da pigmenti, materiali a base di calce e acqua. 

“Interessante notare come le tecniche più antiche- commenta ancora l’artista Toscana- si basino  tutte su materie ecologiche come terre, estratti, pestati, acqua, amidi e derivati della calce. Le stesse tecniche,  richiedono una necessaria sincronia con l'ambiente in cui vegono realizzate, e una presa in considerazione di fattori come l'umidità, la temperatura, che influiscono in maniera determinante sulla riuscita di un affresco”.

Una sorta di “ecologia dell’arte” in cui Francesca crede fortemente, insieme alla missione e vocazione di portare avanti , custodendone e perpetuandone dettagli importanti, le tecniche di lavorazione artigianali italiane.

Pur rimandendo legata al suo paese, l’Italia, dove vive e lavora, Francesca ha reso omaggio alla terra americana mettendo a frutto le sue competenze e conoscenze di artista italiana. Come quando ha realizzato, in occasione dell’anniversario della sua scomparsa, volontariamente e gratuitamente, un murales a Kew Gardens, nel Queens, che ha voluto rendere omaggio a Rodney Dangerfield, noto attore e comico statunitense.

“Gli Stati Uniti sono un paese moderno che non ha storicamente conosciuto il Rinascimento nè il periodo classico ma in grado di apprezzare la grande arte italiana- commenta Francesca. Gli americani amano molto la tecnica dell’affresco, una delle mie specializzazioni”.

Già in uso in epoca romana, l’affresco rinascimentale o buon fresco ha vita lunga perchè i pigmenti colorati di origine minerale stemperati in acqua vengono inglobati dal supporto a calce fresca (da qui il nome) attraverso un processo di carbonatazione.

La principale difficoltà di questa tecnica è che non permette ripensamenti: una volta lasciato un segno di colore, questo sarà immediatamente assorbito dall’intonaco e non più modificabile.  

Francesca vuole portare avanti nel mondo e nel suo paese il concetto di “artista rinascimentale”, un professionista capace di padroneggiare tecniche diverse ma soprattutto di conoscere il background storico, filosofico e letterario necessario all’individuazione della migliore soluzione alle varie committenze, sia per quanto riguarda la forma che il contenuto.

“Paradossalmente, -commenta Francesca-se in accademia oggi insegnano ad individuare un’idea che funzioni e a riprodurla nella maggiore quantitá possibile, l’artista al tempo di Michelangelo lavorava continuamente indagando e studiando il segno ed i testi, I testi ed il segno, sviluppando una produzione che non era mai uguale a se stessa ma in continua evoluzione, in quanto ricerca, e soprattutto estremamente erudita nel contenuto”.

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