Teresa Fiore: “La Ricerca non è solo scienza, più fondi per progetti interdisciplinari”

Jun 07, 2019 211

BY: Liliana Rosano

Dal 2011 sei titolare della cattedra in studi Italiani e Italo-americani con un focus in particolare su letteratura, musica e tematiche come l’immigrazione. Qual è l’oggetto principale della tua didattica?
“Questo sfaccettato ruolo intreccia docenza, ricerca e attività legate alla promozione della cultura italiana, che vanno da eventi pubblici, a iniziative didattiche, a stage per studenti. Continuo a privilegiare una prospettiva trans-nazionale incentrata sulla circolazione di persone, idee, prodotti nel tempo e nello spazio per capire le forme dell’italianità nell’altrove, in prospettiva interdisciplinare. L’esperienza migratoria da e verso l’Italia ha un ruolo centrale, ma anche il Made in Italy, che per definizione viaggia, e la lingua come traduzione di segni, significati e suoni vissuti fra i confini”.

Sono diversi i siciliani che sono stati ospiti alla Montclair per incontri, seminari, proiezioni di film. Spesso, sono siciliani che portano avanti un’idea di Sicilia contemporanea. Con quale criterio di solito li scegli?
“In alcuni casi, la scelta è stata voluta: la filosofia del “mangiare la Sicilia” come atto condiviso illustrata da Fabrizia Lanza, per esempio attraverso gli altari di San Giuseppe di oggi, cosí come la rinarrazione in chiave favolistica e immaginifica di vicende di mafia nel film di Antonio Piazza e Fabio Grassadonia, Sicilian Ghost Story, sono occasioni per parlare di esperienze antropologiche e fatti reali, ma non in maniera nostalgica, né tantomeno a tesi. Altre volte la Sicilia è arrivata indirettamente con altri progetti, incantandoci con le voci dei Fratelli Mancuso, o all’interno di iniziative più ampie, come quella su donne e teatro, che ha portato Le Sorelle Macaluso di Emma Dante in prima nazionale, con grande risposta di critica e pubblico”.

 

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SOURCE: https://qds.it/

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